Again we’d be very appreciative if anyone could contribute a good translation in the comments.
Dietro la suggestione del monicker, si cela il salernitano Francesco Galano, mente e braccio di questo misurato quanto apprezzabile Ep di debutto. Indietronica dimessa e vaporizzante. Le strutture classiche, lasciate alle spalle per approdare a territori (si) già battuti, ma sempre inesausti, dal momento che ci troviamo in presenza di una certa quota di personalità.
Dolcissima l’opener “The Dawn And The Embrace”, appena desti da un sonno ristoratore, trame diafane su un giro di synth da reiterazione mantrica. Una vista a volo d’uccello che potrebbe avvicinarci ai paradisi spogli dei Mogwai più eterei. In “Rise On” troviamo la stessa pervicace trama per accumulo, tipica di gruppi quali Boards Of Canada e Mùm. Blandamente noiseggiante “Flooding River”, dove gli Slowblow sembrano qualcosa in più che mera citazione; folk antico e rumore bianco a sussumerne la cifra impeccabile, sia per forma che per sostanza.
L’ascolto risulta piacevole e ci svela una collezione didascalica di algide atmosfere a la Lali Puna ed Ektroverde, tra glockenspiel, armoniche e interferenze elettroacustiche – si direbbe un collage impressionista per orecchie garbate. “The House of Sleep” è il glorioso epilogo di un disco estremamente genuino, che trova la sua ragion d’essere nel contesto performativo di una giornata malinconica: mezze tinte e chiaroscuri dal sapore nordico, dove ciò che manca lo si può leggere solo tra le righe, o ascoltare in sua assordante assenza.
Raffinato e calligrafico; fulgido e crepuscolare al contempo.
Francesco Galano aka When The Clouds, brings together his influences into one well crafted package: ambient electro, epic post-rock (Explosions In The Sky) and contemporary composers (Nyman/Glass) sit comfortably side by side. When The Clouds debut EP drifts gently into your subconscious and then keeps you captive.
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When The Clouds è la sorpresa di questa settimana. Ascolterò e riascolterò il suo disco a prescindere dalla recensione, lo metterò tra i preferiti, in quella categoria taggata elettronica in cui ci sono, si parva licet, Lali Puna, Moby, Mùm, ISAN. The Longed-For Season è un ep tutto sommato ricco – siamo sui trenta minuti – un concentrato di suoni intensi e familiari, rotondi e morbidi come un grassetto, eppure ruvido e pungente come il fiore in copertina. C’è molto, ci sono immagini e lomografie, in un repertorio di tonalità che spazia fino a toccare i margini del postrock (Mogwai), costruendo, così, quadri disarmanti per profondità e intenzione. I brani sono posati, riflessivi, ma senza correre il rischio, neppure per un attimo, di apparire pesanti. Ma quello che sorprende è che queste atmosfere, così stranianti e, in qualche modo, fredde, vengano da Salerno che – senza cadere ovviamente nel cliché dei meridionalismi – non è propriamente una città che, personalmente, richiama i paesaggi sonori presenti nel disco. Ed è proprio vero che oggi non esistono più – o esistono poco, di meno – gli ambienti reali come contesto decisivo nella produzione di qualcosa, dal momento che non è necessario vivere in Islanda per avere – ed è il caso di When The Clouds – gran parte delle suggestioni dei Mùm, per esempio. Tecnicamente, poi, la scelta dei timbri è davvero impeccabile – a parte, forse, degli archi un po’ troppo epici nel primo pezzo – con del noise che accoglie e cuce armoniche, bits, glockenspiel, synth e tanto, tanto altro. Su sei pezzi, inutile fare delle citazioni; diciamo che Rise On è quella che mi piace di più, e via. When The Clouds è il moniker di Francesco Galano e The Longed-For Season è il suo ep di debutto. Applausi.
"The Longed For Season" is When The Clouds debut release. The music within is melancholy Post Rock with electronics intertwined as well as a few other lush/atmospheric stratiforms. The overall vibe is a soundtrack to a nice breezy day where your worries are no longer an issue.
Good things come to those who wait, and some of us have been waiting for years to buy Francesco Galano’s physical format debut. This Italian artist, who records as When the Clouds, was introduced as one of our Rising Stars back in June 2008. A year later, we were pleased to learn that he’d been signed by Drifting Falling. A few months ago, “The Dawn and the Embrace” graced our 14th compilation. And now, finally, The Longed-for Season has arrived.
The first person to contribute a good translation in the comments wins a free copy of The Longed-for Season.
Mazette ! Ça fait combien de temps que j’ai plus accroché sur un album d’inspiration post-rock ? A part les indétrônables Canadiens de Do Make Say Think, j’avoue ne plus trop m’intéresser au style. Puis hop, je suis tombé sur cet EP de When The Clouds. Charmant, charmant. Un post-rock simple et bien foutu accompagné d’une électronique espiègle proche de Mùm. Sympathique a priori non ?
Respect avant tout à Francesco Galano, l’unité motrice de ce projet. Car When The Clouds n’est pas un groupe comme on pourrait le penser à son écoute, mais bien un projet solo. Guitare, glockenspiel, basse, harmonica, électro, cordes, mellotron, le gars passe allégrement d’un instrument à l’autre avec aisance.
Ce qui fait le charme de ce six titres c’est son mélange réussi entre post-rock et electronica. Bien que notre ami transalpin n’innove pas vraiment dans le genre, on peut toutefois le féliciter pour la maîtrise dont il fait preuve. “The Longed for Season” (Drifting Falling – 2010) est la première réalisation de Francesco et j’espère qu’il arrivera à faire son trou tout comme ses compatriotes de Port Royal.
Francesco Galano makes an auspicious debut with his half-hour When The Clouds EP The Longed-For Season. The Salerno, Italy-based producer has been involved in music-making since the age of thirteen and issued his first demo in 2004 under the name Eid Ethyca. The six preternaturally assured settings that constitute his Drifting Falling coming-out exude no shortage of finesse and pastoral charm, with Galano uniting acoustic instruments (glockenspiel, guitar, bass, piano) and electronic sounds into melancholic and graceful wholes. Though textural enhancements are present, they’re used judiciously so as to serve the melodic framework of the track in question. The focus, in short, is on melody first and foremost, and specifically quietly euphoric melodies at that. Averaging about five minutes in length, every one of the six instrumentals is song-length too.
If anyone thought shoegazing and post-rock was becoming a less important art form, no one told Drifting Falling who have been putting out superior releases for the last couple of years. An addition to that list is Francesco Galano and his new recording under the name of When The Clouds.
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